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Significato di echopraxia

imitazione senza significato dei movimenti altrui; comportamento imitativo

Etimologia e Storia di echopraxia

echopraxia(n.)

"imitazione priva di significato dei movimenti altrui," 1902, dal greco ekho (vedi echo (n.)) + praxis "azione" (vedi praxis).

Voci correlate

Metà del XIV secolo, indica un "suono ripetuto per riflessione." Deriva dal latino echo, a sua volta dal greco ēkhō, personificato nella mitologia classica come una ninfa delle montagne innamorata di Narciso, al punto da ridursi a essere solo una voce. È legato a ēkhē, che significa "suono," e ēkhein, che significa "risuonare," derivando da una forma estesa della radice protoindoeuropea *(s)wagh-, che significa "risuonare." Questa radice è alla base anche del sanscrito vagnuh ("suono"), del latino vagire ("piangere") e dell'antico inglese swogan ("risuonare"). Correlato: Echoes. Vedi anche echo chamber.

Negli anni '80 del Cinquecento, il termine indicava "pratica o disciplina per uno scopo specifico." Deriva dal latino medievale praxis, che significa "pratica, esercizio, azione" (metà del XIII secolo, opposto di theory), e a sua volta proviene dal greco praxis, che significa "pratica, azione, fare." Questo termine greco si origina dalla radice di prassein e prattein, che significano "fare, agire" (vedi practical). A partire dagli anni '10 del Seicento, è stato usato anche per indicare "una raccolta di esempi per la pratica." Nel ventesimo secolo ha assunto un significato particolare nel gergo marxista.

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    Traduzione generata da IA. Per il testo originale, clicca qui: Etymology, origin and meaning of echopraxia

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