Intorno al 1200, sete indicava "cosa su cui ci si siede; luogo in cui si siede," derivando dall'antico norreno sæti, che significa "sedia, posizione." Entrambi provengono dal proto-germanico *sæt-, che è anche all'origine dell'antico alto tedesco saze, del medio olandese gesaete (tutti tradotti come "sedia") e dell'antico alto tedesco gisazi e tedesco Gesäß ("glutei"). Questi termini risalgono alla radice indoeuropea *sed- (1), che significa "sedersi." In antico inglese esisteva sæt, che indicava "luogo dove ci si nasconde per attaccare" e anche "residenti, abitanti." Da qui deriva il -set presente in Dorset e Somerset.
Il significato di "parte di un oggetto (come una sella) su cui ci si siede" si afferma intorno al 1400. Quello di "parte posteriore del corpo" (la parte su cui ci si siede) emerge intorno al 1600, mentre il senso di "parte di un indumento che copre i glutei" risale al 1835. L'espressione seat belt, che indica "dispositivo di sicurezza per chi è seduto," appare nel 1915, inizialmente in ambito aeronautico.
Verso la fine del 1400, seat inizia a essere usato per indicare "parte del corpo in cui si manifesta un umore," e dagli anni '50 del 1500 come "luogo, situazione, posizione" in senso generale.
Il termine assume anche il significato di "residenza, dimora, luogo stabilito" (fine del 1200), un uso esteso influenzato dall'antico francese siege ("sedia, luogo stabilito") e dal latino sedes ("sedia"). Potrebbe derivare dall'idea di una sedia riservata a chi occupa una carica di dignità o autorità, un concetto attestato in inglese già intorno al 1200. L'accezione di "città in cui risiede un governo" si afferma intorno al 1400, mentre il significato di "diritto di occupare un seggio in un parlamento o in un altro organo legislativo" è documentato dal 1774.