Il termine medio inglese tough deriva dall'antico inglese toh, che significa "forte e resistente nella consistenza, flessibile senza essere fragile; tenace, appiccicoso, non facilmente separabile." La sua origine è nel proto-germanico *tanhu-, che ha dato vita anche al medio basso tedesco tege, medio olandese taey, olandese taai, alto tedesco antico zach, e tedesco zäh. Watkins suggerisce che possa derivare dalla radice indoeuropea *denk-, che significa "mordere," con l'idea di "tenere saldamente." Per la scrittura, vedi rough.
Il termine è attestato già attorno al 1200 con il significato di "forte, potente," e, in contesti di battaglia o competizioni, anche come "rigido, severo, violento." Intorno al 1300 inizia a essere usato per descrivere qualcosa che non è tenero o fragile, capace di grande resistenza fisica e non facilmente sopraffatto, e nei primi anni del 1400 appare anche con il significato di "difficile da masticare" e "difficile da sopportare."
Il senso figurato di "risoluto, non facilmente influenzabile, inflessibile" si sviluppa a metà del 1400, mentre quello di "difficile da realizzare, che richiede grande impegno o sforzo continuo, laborioso" emerge negli anni 1610. L'uso per indicare "risoluto nel fronteggiare l'opposizione" risale al 1906. L'espressione get tough appare nel 1938, e get-tough come aggettivo (usato con policy, ecc.) è documentato nel 1978. Tough guy è attestato dal 1901, mentre Tough-minded compare nel 1907 (in William James).
In contesti che descrivono situazioni difficili, ingiustizie e simili, il termine è colloquiale in inglese americano e risale al 1890. Tough luck è attestato nel 1912, mentre tough shit, una risposta sprezzante a un reclamo, compare nel 1946.