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Etimologia e Storia di shit

shit(v.)

Il termine inglese antico scitan deriva dal proto-germanico *skit- (che ha dato origine anche al frisone settentrionale skitj, all'olandese schijten, al tedesco scheissen), e affonda le radici nella radice indoeuropea *skei-, che significa "tagliare, dividere." L'idea alla base è quella di "separazione" dal corpo (si pensi al latino excrementum, da excernere "separare," all'inglese antico scearn "letame, sporcizia," da scieran "tagliare, tosare;" vedi sharn). In questo senso, è parente di science e conscience.

"Shit" is not an acronym. E non è nemmeno una parola recente. Tuttavia, è stata considerata tabù a partire dal 1600 circa e raramente compariva in stampa (né Shakespeare né la King James Version la usano), e anche nelle pubblicazioni "vulgari" della fine del XVIII secolo era mascherata da trattini. Ha suscitato l'ira dei censori fino al 1922 ("Ulisse" e "La stanza enorme"), ha scandalizzato i lettori di riviste nel 1957 (un racconto di Hemingway in Atlantic Monthly) ed è stata omessa da alcuni dizionari fino al 1970 ("Webster's New World"). [Rawson]

Il termine ha un ampio uso colloquiale; il significato di "mentire, prendere in giro" risale al 1934, mentre quello di "disrespectare" è del 1903. Vedi anche shite. Shat è una forma umoristica del passato, non etimologica, documentata per la prima volta nel XVIII secolo.

Esprimere shit bricks per dire "essere molto spaventati" è attestato dal 1961. Il legame tra paura e defecazione involontaria ha generato espressioni in inglese sin dal XIV secolo (l'immagine è presente anche in latino), e probabilmente è alla base di scared shitless (1936).

Alle þe filþ of his magh ['maw'] salle breste out atte his fondament for drede. [ "Cursor Mundi," early 14c.]
Alle þe filþ of his magh ['maw'] salle breste out atte his fondament for drede. [ "Cursor Mundi," inizio del XIV secolo.]
shit

shit(n.)

Il termine medio inglese shit significava "diarrea" ed derivava dall'inglese antico scitte, che indicava "purga, diarrea," collegato alla radice di shit (verbo). Il significato generale di "escremento" risale agli anni '80 del 1500 (in inglese antico si usava scytel, mentre in medio inglese shitel per "letame, escremento;" il termine più comune nel 14° secolo per le scariche naturali degli esseri umani o degli animali sembrava essere turd o filth). Come esclamazione è attestata in stampa dal 1920, ma probabilmente è più antica. L'uso per indicare una "persona odiosa" risale al 1508; il significato di "sfortuna, guaio" è documentato dal 1937.

Shit-faced, che significa "ubriaco," è uno slang studentesco degli anni '60; shit list risale al 1942. Shit-hole è attestato dal 1937 con il significato di "retto," e dal 1969 in riferimento a luoghi indesiderabili. Shitload (o shit-load) per indicare "un gran numero" è documentato dal 1970. Shitticism è il termine coniato da Robert Frost per descrivere la scrittura scatologica.

L'espressione Up shit creek, che significa "essere nei guai," è attestata nel 1868 in un contesto della Carolina del Sud (paragonabile al metaforico salt river, di cui potrebbe essere una variante grossolana). Lo slang not give a shit, che significa "non interessarsi," risale al 1922. L'espressione pessimistica same shit different day è documentata dal 1989. L'idea di get (one's) shit together, che significa "mettere in ordine le proprie cose," è attestata dal 1969. L'enfatico shit out of luck risale al 1942.

L'espressione when the shit hits the fan, che allude a un momento di crisi o alle sue conseguenze disastrose, è attestata dal 1967.

The expression is related to, and may well derive from, an old joke. A man in a crowded bar needed to defecate but couldn't find a bathroom, so he went upstairs and used a hole in the floor. Returning, he found everyone had gone except the bartender, who was cowering behind the bar. When the man asked what had happened, the bartender replied, 'Where were you when the shit hit the fan?' [Hugh Rawson, "Wicked Words," 1989]
L'espressione è legata a, e potrebbe derivare da, una vecchia barzelletta. Un uomo in un bar affollato aveva bisogno di defecare ma non riusciva a trovare un bagno, così salì al piano superiore e usò un buco nel pavimento. Tornato indietro, scoprì che tutti erano andati via tranne il barista, che si era rifugiato dietro il bancone. Quando l'uomo chiese cosa fosse successo, il barista rispose: "Dove eri quando la merda è schizzata?" [Hugh Rawson, "Wicked Words," 1989]
shit

shit

Where does the word "shit" come from? The origin of the word shit traces to Old English scitan, from Proto-Germanic *skit- (the source also of North Frisian skitj, Dutch schijten, German scheissen), from the PIE root skei- meaning "to cut, split." The underlying notion in this word history is "separation" from the body (compare Latin excrementum, from excernere "to separate," and Old English scearn "dung, muck," from scieran "to cut, shear;" see sharn). By word origin, then, shit is a cousin to science and conscience.

Is shit an acronym? No — shit is not an acronym. Nor is it a recent word. But it was taboo from c. 1600 and rarely appeared in print (neither Shakespeare nor the KJV has it), and even in the "vulgar" publications of the late 18c. it is disguised by dashes. It drew the wrath of censors as late as 1922 ("Ulysses" and "The Enormous Room"), scandalized magazine subscribers in 1957 (a Hemingway story in Atlantic Monthly) and was omitted from some dictionaries as recently as 1970 ("Webster's New World"). [Rawson]

Slang meanings of shit are extensive; the meaning "to lie, to tease" is from 1934; that of "to disrespect" is from 1903. Also see shite. Shat is a humorous past tense form, not etymological, first recorded 18c.

To shit bricks "be very frightened" is attested by 1961. The connection between fear and involuntary defecation has generated expressions in English since 14c. (the image also is in Latin), and probably also is behind scared shitless (1936).

Alle þe filþ of his magh ['maw'] salle breste out atte his fondament for drede. ["Cursor Mundi," early 14c.]

Voci correlate

Attorno al 1200, il termine indicava la "capacità di riconoscere ciò che è giusto," inizialmente riferito in particolare all'etica cristiana. In seguito, il significato si è ampliato per includere la "consapevolezza che le azioni per cui ci si sente responsabili sono conformi o meno al proprio ideale di giustizia." Verso la fine del XIV secolo, ha assunto un significato più generale, diventando sinonimo di "senso di equità o giustizia, coscienza morale."

Deriva dal francese antico conscience, che significava "coscienza, pensieri più intimi, desideri, intenzioni; sentimenti" (XII secolo), e direttamente dal latino conscientia, che si traduceva come "una conoscenza condivisa di qualcosa, una consapevolezza di un fatto insieme a un'altra persona; coscienza, conoscenza." In particolare, indicava "la conoscenza interiore, il senso del giusto e dello sbagliato, una coscienza morale." Era un sostantivo astratto derivato da conscientem (nominativo consciens), participio presente di conscire, che significava "essere (reciprocamente) consapevoli; rendersi conto di un errore." Nel latino tardo, il termine si era evoluto fino a significare "conoscere bene," provenendo da una forma assimilata di com, che significava "insieme" o "completamente" (vedi con-), unita a scire, che significa "conoscere." Probabilmente, il significato originale era "separare una cosa dall'altra, distinguere," ed era legato a scindere, che significa "tagliare, dividere," derivando dalla radice proto-indoeuropea *skei-, che significava "tagliare, dividere" (la stessa radice da cui deriva il greco skhizein, "dividere, strappare, fendere").

Il termine latino potrebbe essere stato un prestito-traduzione dal greco syneidesis, che si traduce letteralmente come "conoscenza condivisa" o "conoscenza insieme." L'evoluzione del significato potrebbe essere avvenuta passando da "conoscere insieme agli altri" (ciò che è giusto o sbagliato) a "conoscere il giusto o lo sbagliato dentro di sé, avere chiaro nella propria mente" (conscire sibi). A volte, in inglese antico e nelle prime fasi dell'inglese medio, il termine è stato nativizzato come inwit. Anche il russo utilizza una prestito-traduzione, so-vest, che significa "coscienza," letteralmente "conoscenza condivisa."

Il termine inglese antico fylð, che significa "sporcizia, impurità, cattiveria," deriva dal Proto-Germanico *fulitho. Questa radice è alla base anche di parole in altre lingue germaniche, come l'antico sassone fulitha ("cattiveria, sporcizia"), l'olandese vuilte e l'antico alto tedesco fulida. Si tratta di un sostantivo derivato da *fulo-, che significa "cattivo" (puoi vedere anche foul (agg.)). Questo è un classico esempio di i-mutation.

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Traduzione generata da IA. Per il testo originale, clicca qui: Etymology, origin and meaning of shit

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